Pittura americana a San Marino
Pittura americana del XX secolo a San Marino
di Maria Cristina Ricciardi
Dove Palazzo Sums, via Belluzzi, 1
Quando 21 gennaio - 3 giugno
Orari 10-18 lun-ven; 10-19 sab-dom
Ingresso 5 euro
Info 0422 429999
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con circa 20 opere Marco Goldin costruisce questa particolare mostra "Da Hopper a Warhol" che, insieme a quelle di Passariano di Codroipo, Genova e Rimini, celebra i quindici anni di attività di Linea d’ombra, società che si è distinta in Italia per l’organizzazione di importanti eventi espositivi, a partire da quelli tenuti a Treviso alla Casa dei Carraresi, già nel 1996. E’ un esempio di esposizione in cui non conta il numero delle opere ma l’occasione offerta al pubblico di poter sostare più a lungo davanti alle tele di artisti, in questo caso americani del ventesimo secolo, tenuti insieme dalla dimensione pittorica che la nozione di spazio americano, fisico e interiore, determina nelle singole coscienze artistiche, alcune delle quali, come nel caso della Action painting, fortemente influenzate dall’inconscio e dalle teorie della casualità dei maestri europei del Surrealismo, emigrati a New York, così come dall’impegno politico dei muralisti messicani. In tre grandi sale sfilano sotto i nostri occhi, la dimensione cinetica e palpitante dei colori in espansione di Morris Louis, di Mark Rothko, di Sam Francis, la turbolenza convulsa del dripping di Jackson Pollock, il segno impetuoso e gestuale di Franz Kline, il segno biomorfico di Arshile Gorky, trascrizione esistenziale del proprio dolore (l’infanzia di armeno segnata dalla persecuzione turca). Una generazione inquieta, segnata dalla necessità di azzerare l’immagine per poter trovare una nuova voce. Si accompagnano a questa generazione, quei pittori americani che nei tempi diversi di un “prima” e di un “dopo”, hanno lavorato sul rinnovamento dell’immagine in ambienti diversi, come Rockwell Kent che ha reso lo spazio naturale in suggestivo spazio pittorico, Lyonel Feininger che approfondisce la lezione cubista e futurista, Thomas Benton che porta in scena l’atmosfera provinciale e lavorativa degli anni Trenta, Edward Hopper, poeta di realtà periferiche, del loro mistero e della loro solitudine, Georgia O’ Keeffe, con le sue forme naturali nate dal deserto, soggetti solitari e potenti di altrettante visioni pittoriche. La testimonianza della Pop Art, è affidata al volto di Jackie, in una delle celebri serigrafie su tela di Andy Warhol, e soprattutto alla grande tela quadrata con la Statua per eccellenza che in America simboleggia il valore della modernità e della libertà, ma anche al linguaggio di Roy Lichtenstein affidato alla suggestione straniante del fumetto. Altro genere quello testimoniato da Andrew Wyeth che si collega all’esperienza dell’Iperrealismo, con le sue descrizioni precise e stranianti, così come non poteva mancare la Graffiti Art di Keith Haring con i suoi inconfondibili segni ipnotici connotati da colori squillanti, simbolo della metropoli americana degli anni Ottanta.