Tua, la nuova Molinari

I duetti di Simona

di Paolo Di Vincenzo

"Terzo lavoro... cambio di rotta o piccola deviazione, chi può dirlo. Ci sono mille modi per comunicare, l'importante è riuscirci". E' la breve frase riportata all'inizio dei ringraziamenti in calce al disco "Tua" (Warner music) di Simona Molinari. Lei è una giovane brillante artista che in pochi anni ha compiuto vertiginosi e decisi passi verso la conquista di un ruolo possente nel panorama della musica (italiana ma non solo), come interprete, autrice di testi e di musiche.
Non ancora trentenne ha già conquistato il palco di Sanremo (partecipando all'edizione 2009), un'infinità di jazz club tra Tokyo, Hong Kong, Shangai, Canada e, naturalmente, tutta l'Italia. In "Tua" Simona è affiancata, come sempre, dal suo produttore Carlo Avarello e da un ospite prestigioso come Peter Cincotti con il quale, però, l'artista napoletana-aquilana, duetta alla pari e con grande verve. Undici brani tra canzoni ormai divenute standard (In cerca di te, Tua, Maruzzella), e titoli originali che spazzano via le pur timide paure della Molinari che a comunicare con la sua musica, la sua voce, la sua presenza scenica, riesce sempre e comunque.
Il disco si apre con In cerca di te con la partecipazione di Peter Cincotti, il brano fu scritto nel 1945 ed è forse più conosciuto con il primo verso (Sola me ne vo per la città). Il testo (riferito all'immediato dopoguerra) è in qualche modo riconducibile all'attuale periodo storico, un "dopo" la "guerra" economica e morale che l'Italia e l'Occidente si trovano ad affrontare. Quasi a completare il discorso avviato nel brano precedente arriva La donna di plastica (tu vuoi una donna accanto a te di gomma, tu vuoi una bambola dolce e discreta, ma amore guardami io sono qui io sono libera, disibita, io nella vita sono così).
Lettera sembra ispirata al Ligabue intimista ed è una bella lettera d'amore supportata dal secondo intervento di Cincotti.
Il charleston di Forse con la voce strepitosa di Danny Diaz si lega (tramite il ua ua vocale) al successivo La verità, contrapponendosi però per il significato del testo. Mentre Forse è un brano sbarazzino su un testo fintamente spensierato (che l'autrice dice di aver voluto in qualche modo dedicare ai suoi coetanei, i giovani di questo inizio millennio che non hanno certezze e che possono essere riassunti proprio nella parola forse), La verità pare un piccolo manifesto dei valori della Molinari. Tua (evergreen italiano degli anni Cinquanta e Sessanta) e Maruzzella (primo successo del mai dimenticabile Renato Carosone) mettono in evidenza le capacità interpretative dell'autrice e cantante campano-abruzzese. Splendido il duetto con Cincotti in Always watching you e significativi risultano anche Stringimi più forte, Tra la lotta e la resa e Povera piccola Italia. Un disco, dunque, questo "Tua" che segna un ulteriore importante passaggio verso l'affermazione definitiva della bravissima Simona Molinari.

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